Laboratorio MalaErba - Torino
Via Verrs 4/c
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gennaio

Descrizione dell'evento
Libellula è un canto d’amore in bilico fra lo spavento della ragione e il fascino della follia. Lo spettacolo è interamente tratto da “Libellula-Panegirico della libertà” il poemetto che rivelò
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Descrizione dell'evento
Libellula è un canto d’amore in bilico fra lo spavento della ragione e il fascino della follia.
Lo spettacolo è interamente tratto da “Libellula-Panegirico della libertà” il poemetto che rivelò il genio di Amelia Rosselli: una delle più grandi poetesse del novecento.
La sua originalità si manifesta attraverso la sperimentazione della forma lunga (poemetto) e della rivoluzionaria costruzione di un soggetto poetico eroico femminile e politico.
I versi poetici diventano lotta antifascista, incarnazione politica, un viaggio mistico nella profondità del Sé, nell’altro, nella ferita.
Nel nostro processo di creazione la parola è stata amalgamata alla composizione musicale in un unico flusso di esplorazione inconscia del tessuto drammaturgico; a cavallo fra razionale e irrazionale stabiliamo così una connessione diretta con il pubblico, antica, corporale e senza filtri.
Cadiamo in trans e lì, ritroviamo qualcosa di salvifico: la potenza del rito sonoro, dell’immagine e dell’incanto fonico.
da un’idea di: Irene Curtotesti: Amelia Rosselli
regia: Irene Curto
aiuto regia: Michele Granzotto
performer: Irene Curto
Sound-art: Joe Schievano
dialogo registico e acting: Milena Costanzo
produzione: Cosmorose + Soundrivemotion con il sostegno di Kaliscopio theatre off
Orario
(Domenica) 13:22 - 13:22
Luogo
Laboratorio MalaErba - Torino
Via Verrs 4/c
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Organizer
Laboratorio Malaerba
febbraio
06feb20:3023:30Criminalità immaginate - perchè la mafia ci ha stufato?

Descrizione dell'evento
Mafia come “antistato” o come “emergenza”. Mafia come “piovra”, “cancro”, “virus”, “mentalità”. Sono soltanto alcune delle metafore fuorvianti che rimandano a una delle questioni pubbliche più dibattute degli ultimi
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Descrizione dell'evento
Mafia come “antistato” o come “emergenza”. Mafia come “piovra”, “cancro”, “virus”, “mentalità”. Sono soltanto alcune delle metafore fuorvianti che rimandano a una delle questioni pubbliche più dibattute degli ultimi decenni. Stereotipi che rivelano i cortocircuiti nella costruzione pubblica di uno stigma incaricato di spiegare buona parte delle disgrazie di questo paese.
Criminalità immaginate è una finestra sulle trasformazioni della mafia contemporanea, il cui potere ha sempre meno a che vedere con i mafiosi; chiama in causa il ruolo dell’immaginario nella costruzione sociale di un fenomeno di cui si fa sempre più fatica a cogliere la profonda politicità.
A cura di Antonio Vesco
reading a cura di Anomalia Teatro
Orario
(Venerdì) 20:30 - 23:30
Luogo
Laboratorio MalaErba - Torino
Via Verrs 4/c
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Laboratorio Malaerba
20feb20:3023:30A.L.D.E.non ho mai voluto essere qui

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A.L.D.E. è una performance di musica e parole. I quaderni di Arduino stanno per terra come sangue sparso, i suoi amici li raccolgono cercando di ricostruirne l’intreccio, di dipanarne
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Descrizione dell'evento
A.L.D.E. è una performance di musica e parole. I quaderni di Arduino stanno per terra come sangue sparso, i suoi amici li raccolgono cercando di ricostruirne l’intreccio, di dipanarne il mistero. Il linguaggio oscilla fra il teatro di narrazione e la performance.
L
a slam poetry diviene strumento narrativo funzionale al racconto: i brani eseguiti live punteggiano la storia di un’adolescenza, della sua fine.
Ci sembra che questa sia la forza del progetto, reinterpretare un linguaggio diffuso come la slam poetry in una chiave originale, al tempo stesso intima e teatrale.
ideazione e direzione Giovanni Onorato
con Giovanni Onorato, Mario Russo
musiche Mario Russo, Lorenzo Minozzi
disegno luci Fabrizio Cicero
tecnica Francesco Tasselli
costumi Chiara Corradini
consulenza alla drammaturgia Claudio Larena, Giulia Scotti
si ringraziano Daria Deflorian e Grazia Sgueglia
per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani
coproduzione INDEX, Romaeuropa Festival
residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t
con il sostegno di Angelo Mai Occupato, Ex-Mercato di Torre Spaccata, Fienile Fluò, Settimo Cielo, Teatro Biblioteca Quarticciolo
con il supporto di MiC – Ministero della Cultura
Orario
(Venerdì) 20:30 - 23:30
Luogo
Laboratorio MalaErba - Torino
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Laboratorio Malaerba
marzo
06mar20:3023:30Polizia.Un vocabolario dell'ordine

Descrizione dell'evento
Entrare nel `laboratorio segreto' della polizia significa comprendere come le distinzioni sociali e le gerarchie sono riprodotte, le classi «pericolose» sono separate da quelle «laboriose» e chi sta ai
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Descrizione dell'evento
Entrare nel `laboratorio segreto’ della polizia significa comprendere come le distinzioni sociali e le gerarchie sono riprodotte, le classi «pericolose» sono separate da quelle «laboriose» e chi sta ai margini viene tenuto a bada. La polizia, infatti, non nasce per prevenire e reprimere il crimine ma per plasmare una società ordinata e rispettosa dei valori condivisi dalla maggioranza della popolazione e dal potere politico. Serve, in sostanza, a mantenere lo status quo. Nel farlo, agisce come una catena di trasmissione di visioni e orientamenti valoriali che le sono propri ma che, soprattutto, caratterizzano il contesto socioeconomico e politico di cui è parte. In questo modo, contribuisce a plasmare un ordine sociale piramidale e stratificato.
A cura di Simone Tuzza, Giulia Fabini, Enrico Gargiulo
Reading a cura di Anomalia Teatro
Orario
(Venerdì) 20:30 - 23:30
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Laboratorio Malaerba

Descrizione dell'evento
Al sud Italia, i collaboratori di giustizia vengono chiamati “cantanti”. Il termine "cantare" si associa all'atto di confessare, di rivelare qualcosa, proprio come fa un mafioso quando decide di
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Descrizione dell'evento
Al sud Italia, i collaboratori di giustizia vengono chiamati “cantanti”. Il termine “cantare” si associa all’atto di confessare, di rivelare qualcosa, proprio come fa un mafioso quando decide di collaborare con la giustizia.
“Cantanti” è il racconto di un’epoca, uno spaccato, una ferita che ha lasciato segni
indelebili, un problema mai risolto, un problema radicato in un tessuto sociale e culturale
con cui tutti, in modo diretto o indiretto, sono scesi a patti: cittadini, funzionari, magistrati.
È pentimento quello che spinge le mafie a “cantare”? O un compromesso?
Il progetto attinge da materiali testuali (atti processuali, deposizioni, atti giudiziari e
inchieste di Saverio Lodato). La scrittura di Mario Gelardi, si avvale della consulenza di
Roberto Saviano (giornalista e scrittore) e Roberta Cafiero (magistrato). Una scrittura
teatrale che si alimenta di fatti realmente accaduti, ma che intende trasformare, aprirli a
nuove vedute poetiche, tra queste, il canto. Gli attori/musicisti hanno messo in musica le
parole delle deposizioni.
Lo spettacolo è vincitore del premio Over Emergenze Teatrali 2024.
Regia Carlo Geltrude
Scritto da Mario Gelardi
Aiuto regia Mario Ascione
Con Giuseppe Brunetti e Luigi Bignone
Orario
(Venerdì) 20:30 - 23:30
Luogo
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29mar19:3022:30Non ho ancora detto a mio nonno che fumo

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Non ho ancora detto a mio nonno che fumo è un progetto poetico-performativo che affronta la questione dell’identità nascosta a partire da due domande: cosa cela ogni componente di
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Descrizione dell'evento
Non ho ancora detto a mio nonno che fumo è un progetto poetico-performativo che affronta la questione dell’identità nascosta a partire da due domande: cosa cela ogni componente di una comunità, anche provvisoria, nella sua intimità? Come cambia la percezione della realtà quando i segreti vengono messi nel mondo?
Non ho ancora detto a mio nonno che fumo vuole ricreare uno spazio intimo nello spazio condiviso e racchiudere in sé parole sussurrate, confessioni senza nomi e una comunità di persone sconosciute che raccontano silenziosamente minuscole porzioni di sé.
Un set dinamico in cui scorrono poesie, elementi visivi e sonori delle parti più recondite di vite differenti tra loro sconosciute, ma in qualche modo comunicanti.
Su un tavolo un groviglio di cavi avvolge tutto quello che tocca: un’insegna luminosa, gesti, parole, suoni, segreti che compongono poesie.
Non ho ancora detto a mio nonno che fumo è un luogo di constatazione di perdita, un luogo per provare a tenere qualcosa, per vedere che cosa resta, che cosa se ne va.
di Priano/Pruonto
in collaborazione con Raffaele Ricciardi
A cura di Acronima Aps
Orario
(Domenica) 19:30 - 22:30
Luogo
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Laboratorio Malaerba
aprile
17apr20:3023:30Dal filo al bit.Storie femministe della computazione

Descrizione dell'evento
è una conferenza performativa che porta sul palco un’altra storia della tecnologia: non quella dei giganti muscolari della Silicon Valley ma quella che nasce dai fili, dalle trame e
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Descrizione dell'evento
è una conferenza performativa che porta sul palco un’altra storia della tecnologia: non quella dei giganti muscolari della Silicon Valley ma quella che nasce dai fili, dalle trame e dai corpi. Dal telaio Jacquard, che trasformò i gesti del tessere in codice, ad Ada Lovelace – la prima programmatrice della storia – che diede voce a un congegno ottocentesco presentato a Torino rendendolo linguaggio creativo, prende vita un racconto in cui gli algoritmi si intrecciano come trame di pensiero. Tra letture, immagini e azioni sceniche, la conferenza intreccia storie dimenticate di tessitrici, scienziate e artiste, restituendo loro il ruolo di protagoniste di una genealogia tecnologica altra, fatta di memoria, immaginazione e desiderio. Non celebrazione del progresso, ma un atto politico che mostra come la tecnologia non sia mai neutra: un invito a ritessere le sue origini femminili e a proiettare futuri oltre il silicio.
A cura di Cristina Voto
Reading a cura di Anomalia Teatro
Orario
(Venerdì) 20:30 - 23:30
Luogo
Laboratorio MalaErba - Torino
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Organizer
Laboratorio Malaerba
maggio
15mag20:3023:30Scusatemi l’interruzioneDiario di un aborto molto volontario

Descrizione dell'evento
Scusatemi l’interruzione” racconta l’esperienza dell’interruzione volontaria di gravidanza con toni ironici, attraversando complicazioni burocratiche, facce giudicanti, violenza ostetrica normalizzata e l’assurda coreografia dei giudizi che scavano dentro nostri
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Descrizione dell'evento
Scusatemi l’interruzione” racconta l’esperienza dell’interruzione volontaria di gravidanza con toni ironici, attraversando complicazioni burocratiche, facce giudicanti, violenza ostetrica normalizzata e l’assurda coreografia dei giudizi che scavano dentro nostri atavici sensi di colpa e di vergogna. È un viaggio che mescola più voci: la mia e quelle di amiche che hanno condiviso i loro frammenti, i loro ricordi, i loro corpi. E’ un collage che oscilla tra confessione e stand-up, poesia e documento, tentando di restituire un racconto nuovo, diverso e rumoroso per scardinare innanzi tutto la convinzione che alla volontà di abortire debba necessariamente seguire un trauma
produzione Anomalia Teatro
Di Debora Benincasa
con Debora Benincasa e Rebecca di Renzo
musiche originali: Andrea Fontanive
Orario
(Venerdì) 20:30 - 23:30
Luogo
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Organizer
Laboratorio Malaerba
16mag20:3023:30Scusatemi l’interruzioneDiario di un aborto molto volontario

Descrizione dell'evento
Scusatemi l’interruzione” racconta l’esperienza dell’interruzione volontaria di gravidanza con toni ironici, attraversando complicazioni burocratiche, facce giudicanti, violenza ostetrica normalizzata e l’assurda coreografia dei giudizi che scavano dentro nostri
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Descrizione dell'evento
Scusatemi l’interruzione” racconta l’esperienza dell’interruzione volontaria di gravidanza con toni ironici, attraversando complicazioni burocratiche, facce giudicanti, violenza ostetrica normalizzata e l’assurda coreografia dei giudizi che scavano dentro nostri atavici sensi di colpa e di vergogna. È un viaggio che mescola più voci: la mia e quelle di amiche che hanno condiviso i loro frammenti, i loro ricordi, i loro corpi. E’ un collage che oscilla tra confessione e stand-up, poesia e documento, tentando di restituire un racconto nuovo, diverso e rumoroso per scardinare innanzi tutto la convinzione che alla volontà di abortire debba necessariamente seguire un trauma
produzione Anomalia Teatro
Di Debora Benincasa
con Debora Benincasa e Rebecca di Renzo
musiche originali: Andrea Fontanive
Orario
(Sabato) 20:30 - 23:30
Luogo
Laboratorio MalaErba - Torino
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